Con i Caschi Bianchi, per andare oltre ai limiti

Diritti umani. Andrea Sem Castelli, 29 anni, di Pontida, all’Onu di Ginevra e a Rimini impegnato in un progetto d’accoglienza.

Nell’ottobre 2017 Andrea Sem Castelli, ventinovenne di Pontida, è partito con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XIII aderendo al progetto Caschi Bianchi: un’esperienza nata con l’obiettivo di ricollegare il servizio civile al tema dei diritti umani e allo stesso tempo di ripercorrere le origini di questa esperienza come forma di obiezione di coscienza. Per Andrea partecipare a Caschi Bianchi è stata l’occasione per vivere una dimensione europea e internazionale: una parte del suo progetto si è svolta a Ginevra nella sede dell’Onu, l’altra in una casa di accoglienza dell’Associazione Papa Giovanni a Rimini. 

«La prima parte del progetto consisteva in una ricerca sul tema dei diritti umani e si è svolta nella sede Onu di Ginevra, durante la quale ho partecipato all’Human Right Council che valuta le violazioni dei diritti umani nel mondo. Nella seconda metà del progetto ho vissuto a Rimini in una struttura di accoglienza per ragazzi gestita dall’associazione, accogliendoli e supportandoli nella vita quotidiana. Grazie a questa esperienza ho capito che i diritti umani hanno una dimensione quotidiana e un’altra politica. Entrambe sono di difficile attuazione, ma la diplomazia ha tempi di gestazione più lenti di quelli che i diritti umani avrebbero bisogno. Per questo la società civile deve essere sempre più coinvolta e dare il suo contributo in questo lungo processo».

A Ginevra Andrea operava all’interno dell’ufficio dell’associazione, partecipando agli incontri bilaterali con gli Stati e il personale delle Nazioni Unite per portare avanti istanze di diritto allo sviluppo, alla pace e alla solidarietà internazionale. A Rimini portava avanti il lavoro di ricerca avviato a Ginevra, rendendolo concreto nella vita di tutti i giorni a fianco di 15 ragazzi accolti in un centro di accoglienza straordinaria e in progetti di accoglienza diffusa: con loro andava a cercare lavoro, teneva lezioni di italiano, promuoveva attività di integrazione e assistenza legale, cucinava e faceva la spesa. Un percorso che è terminato lo scorso ottobre e ora Andrea è tornato a Bergamo. «Grazie ai Caschi Bianchi sono cresciuto molto, sia dal punto di vista personale che delle conoscenze. Consiglio a tutte le persone di viaggiare e fare queste esperienze perché permettono di vivere e respirare idee nuove e di arricchirsi. Mi sono trovato nel mezzo di un crogiolo di culture, di dialogo e di condivisione impagabile: mi ha aiutato ad abbandonare certe comfort zones del vissuto quotidiano e di andare oltre alcuni miei limiti, riscoprendo la bellezza di poterli superare».

L’Eco di Bergamo – 7 Febbraio 2019

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