Pochi film oggi sanno trasmettere emozioni forti, lanciare messaggi critici nei confronti della realtà bella o brutta che sia, coinvolgere lo spettatore attraverso l’acuta immedesimazione di attori capaci di prendere vita sul set. Tony Kaye ci è riuscito, ha creato insieme a Adrien Brody e tutti gli altri interpreti un lungometraggio che sa arrivare ben oltre l’immagine e i suoni che percepiamo e che accompagna lo spettatore a scoprire qualcosa di più sul distacco, sto parlando di “Detachment”.
